La CASA TORRE tra Bernardo Daddi e Francesco Hayez.
In questi giorni a Lesignano i cittadini hanno assistito alla demolizione del Casa Torre collocata davanti alla Farmacia. In merito a questo fatto sono state divulgati comunicati che si caratterizzano per errori grossolani e danno un’interpretazione dei fatti contraria a ciò che è realmente accaduto.

Riassumo una vicenda che parte nel 2007 con l’intervento nel comparto Stocchi, nei fatti sostanziali che riguardano l’edificio storico.
Nel 2010 è arrivata in discussione alla commissione urbanistica la proposta di demolizione dell’edificio da parte della ditta Bucci motivata dal precario stato di conservazione della struttura.
Io assistevo a quella commissione come semplice cittadino.
In considerazione della rilevanza dal punto di vista storico culturale dell’edificio dopo una breve riflessione con l’allora consigliere Riccardi concordammo sull’opportunità di acquisire un parere preventivo da parte dell’organo di tutela deputato: la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici. La proposta venne condivisa dalla commissione. In seguito stilai insieme a Riccardi una lettera al Soprintendente di allora Arch. Serchia, che si aggiungeva alla richiesta di parere da parte dell’Amministrazione comunale.
Il Soprintendente si attivò prontamente e gli accordi con l’Amministrazione comportarono il recepimento di prescrizioni e modifiche migliorative al progetto originale presentato dalla ditta Bucci (recepite poi nel PSC).
In tale contesto il Soprintendente non ritenne di attivare una pratica di vincolo a seguito di dichiarazione di interesse culturale.
Il progetto definì nel dettaglio la successione delle operazioni di demolizione, recupero e ricostruzione. La demolizione era resa necessaria dalla perdita dei requisiti statici dell’edificio.
Gli elementi di maggior pregio architettonico, ad esempio, la modanatura posta sotto il cornicione, sono stati recuperati, catalogati con l’obbligo di rimessa in opera.
Il ritardo con cui sono state eseguite queste operazioni che, ripeto, sono state prescritte dall'ente di tutela, è dipeso da questioni contingenti che riguardano la ditta Bucci. Le demolizione non è conseguente allo stato di abbandono di questi anni in quanto poteva/doveva essere seguita già nel 2010.
Non condivido polemiche mal condotte da chi, in questi anni del tutto silente ed estraneo alla questione, interviene a sproposito senza cognizione di causa definendo tra l’altro medievale un edificio ottocentesco. Non si tratta di stilare illogiche categorie di merito, non è più importate un'opera di Bernardo Daddi (Firenze 1290-1348) rispetto ad una di Francesco Hayez (Venezia, 1791 – Milano,1882)…ma sono diverse.
Diverso è anche il mio modo di intendere ed impegnarmi in politica e lo rivendico, le decisioni prese in questi due, non semplici anni, sono state spesso condivise con la maggioranza e spesso da noi proposte. Confido che i risultati potranno essere apprezzati da tutti, c’è molto da fare ma spero che siano state gettate la basi per iniziare e portare a termine importanti interventi di riqualificazione energetica degli edifici e della rete di illuminazione pubblica, ci stiamo impegnando anche per quanto riguarda il recupero dell’edificio ex –terme, pedalando perché sarebbe assurdo mettere i bastoni nelle ruote, sopratutto se la direzione è quella giusta.
Diego Cauzzi